SUMMER SEA KAYAK EXPEDITION

In agosto 2011 effettueremo il periplo di Maiorca...
sempre in kayak da mare e sempre in campeggio nautico...
per completare così tutte le Isole Baleari...
un arcipelago fantastico...
Tatiana e Mauro

Abbiamo navigato con: Beatrice e Gregorio De Zorzi, Henry Weir, Mariangela Mineri,
Raffaele Di Donna e Sergio Cappucci.

Guarda il percorso sulla mappa... - Looks at the trip on the map...

Scarica il calendario 2012 - Download the 2012 calendar - pdf - 7,22 MB

domenica 11 dicembre 2011

I magnifici 8 su Radio Popolare - parte 5

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio a Maiorca in 5 puntate per 5 post corredati da 5 foto.
Questa è la quinta:


Eccoci qua, arrivati quasi al traguardo. Abbiamo navigato tutti i giorni, senza sosta, godendoci ogni caletta della costa maiorchina, contrastando il vento spesso contrario e sbarcando ogni giorno su una spiaggia diversa.Un viaggio di scoperta e di emozioni.
Le 100 cale della costa meridionale forse sono anche di più: tante, ravvicinate, incassate nella roccia, piccole e grandi, lunghe e corte, tutte meravigliose come micro-fiordi norvegesi catapultati nel Mediterraneo.
Solo che, per via del mare grosso degli ultimi giorni di viaggio, non riusciamo ad entrare proprio in tutte, anzi un paio di volte lo sbarco tra le onde frangenti dove si divertono i surfisti ci fanno tribolare un po’, per non parlare della posidonia che ci ricopre i kayak come una coperta pesante e maleodorante.
Riportiamo qualche ammaccatura, sia noi che i nostri kayak, ma il morale è sempre alto ed il divertimento assicurato. In un momento di difficoltà, abbiamo dovuto rallentare l’andatura per trainare un kayak per oltre 20 chilometri, ma il gruppo ha fatto quadrato e tutti hanno aiutato il malcapitato: un bel sentimento di solidarietà ci fa avanzare in mare tutti insieme, guardandoci ed ascoltandoci, facendo il possibile per completare uniti quel che uniti abbiamo iniziato. Una bella sfida ed una grande soddisfazione!
Dimentichiamo gli alberghi a 13 piani che qualcuno ha voluto costruire proprio sul mare e ci concentriamo sulle grotte scavate nell’arenaria che si susseguono senza interruzione fino al capo di Punta Salinas: sotto il faro qualcuno più creativo dei palazzinari ha innalzato tantissimi omini di pietra che al tramonto si tingono di rosso-arancio e sembrano salutare la nostra avanzata silenziosa in mare.
Una delle ultime serate trascorre tra fiumi di birra e di hierbas: non riusciamo nemmeno a montare il campo e ci troviamo a cenare tutti insieme sulla poppa di un solo kayak, tutti vicini, accucciati sulla sabbia, stretti intorno ai vasetti di alioli e alle confezioni di olive e acciughe, a rubarci le ultime fette di pane e a litigarci un sorso di gin… insomma, troppi bagordi per dei salutisti sportivi che il giorno dopo devono affrontare ancora una ventina di chilometri in mare per raggiungere Palma… le gambe non rispondono, le braccia non ne vogliono sapere di pagaiare, la testa ciondola pesante e la nausea torna a farsi sentire… però il sorriso si stampa indelebile sulle facce di tutto il gruppo e vorremmo continuare ancora a navigare… ricominciare il giro dell’isola all’incontrario? Non abbiamo tempo sufficiente, purtroppo, ma l’ultimo tratto di costa ci riserva non poche sorprese: tanti pesci pescati, cotti e mangiati nell’arco di poco più di un’ora, scogliere basse che col mare piatto sbarcare è una gioco da ragazzi, sole caldo da estate piena anche se ormai agosto sta volgendo al termine, tante risate ancora e scherzi e chiacchiere allegre!
Chiudiamo il periplo di Maiorca dopo oltre 400 chilometri, 18 giorni consecutivi di navigazione, più di 40 sbarchi in altrettanti punti dell’isola, diverse escursioni a piedi e tanti bagni in acque turchesi e cristalline
!I magnifici otto sono partiti conoscendosi appena e sono diventati grandi amici: e tutto questo grazie ad un viaggio in kayak!

domenica 4 dicembre 2011

I magnifici 8 su Radio Popolare - parte 4

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio a Maiorca in 5 puntate per 5 post corredati da 5 foto.
Questa è la quarta:


Avremmo voluto incontrare Miguel, che a Maiorca gestisce una scuola di kayak da mare. Gli avevamo chiesto di assisterci per il piano B: venirci a prendere col carrello per portare noi ed i kayak al porto di Palma in tempo per prendere il traghetto. Ma solo se fosse successo qualcosa:… per il momento, invece, riusciamo ancora a cavarcela da soli.
Incontriamo invece un’altra amica italiana trapiantata sull’isola da più di dieci anni, Dona, un’emiliana frizzante che salta dall’italiano allo spagnolo senza capire mai bene quale lingua parlare con chi. Anche lei è una canoista e ci viene incontro in mare: incrociare dei kayak sotto costa è una grande emozione! Pranziamo insieme in una delle spiagge più belle dell’isola, Coll Baix, chiacchierando fitto fitto di percorsi, rotte, venti ed attrazioni varie. Ci spiega che al Porto di Alcùdia possiamo fermarci per fare acquisti, ora che abbiamo quasi esaurito le scorte alimentari. Inoltre, per una fortunata e rara coincidenza, possiamo sfruttare il vento che si alza ogni giorno nel primo pomeriggio, la termica che i maiorchini chiamano Embat, per raggiungere la lunga spiaggia di sabbia bianca di Baulò. Speravamo di visitare un sito megalitico lì vicino ma i preparativi per la cena, ora che abbiamo vari manicaretti, ci prendono la mano e per oltre tre ore allestiamo la cucina da campo tra i gigli bianchi delle dune retrostanti. Ci siamo spesso concessi il lusso di pranzare o cenare al ristorante, con paellas, tortillas de batatas e sangria, ma quanto è più divertente mangiare tutti insieme sulla spiaggia mentre cala la notte e le stelle ci avvolgono!!!
Ormai non montiamo più le tende, un po’ perché siamo troppi e daremmo nell’occhio ed un po’ perché fa talmente caldo che il bivacco è l’unico modo per non fare la sauna ogni notte….
Il giorno dopo combattiamo ancora col vento, stavolta contrario, ma raggiungiamo come da programma la bellissima spiaggia a mezza luna di Cala Torta: il chiringuito è ancora aperto e festeggiamo la pesca fortunata della giornata con una sporta di lattine di birra fresca.
Ripartire la mattina non è facile: quando scopriamo piccoli angoli di paradiso come questi, quasi quasi preferiamo fermarci che proseguire. Ma il mare ci chiama! E la spiaggia si riempie presto di bambini urlanti dalle mani troppo lunghe: "Cosa do al piccolo per non fargli rompere la girandola che ho sul kayak?" - "Una sberla?!?", risponde qualcuno del gruppo. Meglio riparare in mare, al largo, lontani dalla folla.
Ci godiamo i colori del mare: la posidonia pulisce l’acqua così bene che diventa trasparente ed i fondali di Maiorca, e di tutte le Isole Baleari, hanno tonalità che nulla hanno da invidiare ai Caraibi. Sempre più spesso ci fermiamo per farci un bagnetto: abbiamo pinne e maschere e scopriamo che il kayak si sposa benissimo con lo snorkeling. Certe volte non c’è neanche bisogno di scendere dal kayak: le acque sono così cristalline che si vede tutto come in un acquario. Lo scopriamo visitando le prime tra le 100 cale della costa meridionale, il tratto lungo il quale pagaiamo per l’ultima delle tre settimane di viaggio...

domenica 27 novembre 2011

I magnifici 8 su Radio Popolare - parte 3

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio a Maiorca in 5 puntate per 5 post corredati da 5 foto.
Questa è la terza:


Quando pensi ad una vacanza al mare, pensi al sole, al caldo, all’acqua.
Quando pensi ad una vacanza in kayak da mare, devi pensare anche al vento e alle onde.
Quando poi il viaggio è a Maiorca, l’abbinamento è d’obbligo!
Passare Capo Formentor è stato impegnativo, divertente anche, ma soprattutto faticoso. Movimentato, ecco, la parola giusta: è movimentato! Del resto, se avessimo voluto una vacanza tranquilla non avremmo scelto di farla in kayak!
Dunque, facciamo una sosta per il pranzo in una baia talmente affollata che mangiamo al volo un banana a testa e ci rifugiamo in alto mare.
Ci ripariamo in un’ansa protetta poco prima del capo per fare il punto della situazione. Sergio ritira le lenze, Mariangela ascolta attenta, Beatrice indica i cavalloni bianchi che si intravedono di là dal promontorio. I ragazzi fanno finta di niente. In formazione compatta avanziamo tra le onde, alte, frangenti, continue; molto rumorose, anche, perché il vento spinge il mare contro le scogliere alte e sotto costa è tutto un “sali-scendi”.
Mauro apre il gruppo, è il più esperto e fa strada. Henry gli si fa vicino e piano piano siamo tutti fagocitati nella “lavatrice”! Sembrano le montagne russe, solo che invece del trenino noi siamo in kayak!
Pagaiamo in silenzio, concentrati sulle onde, tanto le parole verrebbero portate via dal vento e neanche urlando riusciremmo a capirci. Sappiamo di dover pagaiare per circa 3 km fino a raggiungere una spiaggia riparata dove sbarcare e montare il campo per la notte. Dobbiamo solo fare attenzione ai frangenti, che non ci prendano alla sprovvista e ci facciano cadere in acqua. Il gruppo di allunga. Henry è più lento e rimane indietro con Mauro, che lo assiste e consiglia. Raffaele e Mariangela procedono a zig-zag, come stessero in barca a vela, almeno non fanno fatica a contrastare le onde più grosse. Gregorio procede sicuro e tranquillo, mentre Beatrice e Sergio lo seguono parlando di ricette. Io faccio un po’ avanti e indietro tra i tre gruppetti per vedere se va tutto bene. Ho un kayak veloce che mi sta dando grandi soddisfazioni!
Sarebbe filato tutto liscio come l’olio se non ci si fossero messi i motoscafi.
Alcuni per curiosità, altri per stupidità, i più per imperizia, in tanti si sono avvicinati troppo alla nostra rotta: le onde provocate dai motori, sommate a quelle gonfiate dal vento, hanno mandato la “lavatrice” sul programma della “centrifuga” e quell’oretta di navigazione si è trasformata in un incubo! Per non parlare della puzza… ma il mare è grande e c’è posto per tutti, solo che sarebbe tanto più bello se i motoscafi se ne andassero in giro un po’ più lontano!
Sbarchiamo comunque sani e salvi, festeggiando con 4 lattine di birra fresca che Henry ha scroccata ad una barca a vela. E’ la sua attività preferita in kayak, abbordare ed urlare con accento impeccabile: “Do you have any beer?!?”
Ci manca adesso tutta la costa meridionale, quella delle 100 cale…

domenica 20 novembre 2011

I magnifici 8 su Radio Popolare - parte 2

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca". Un riassunto del viaggio a Maiorca in 5 puntate per 5 post corredati da 5 foto.
Questa è la seconda:


Maiorca è la maggiore delle Isole Baleari e ha uno sviluppo costiero di oltre 400 km.
La maggior parte delle strutture alberghiere si concentrano nel golfo di Palma, dove negli anni sono riusciti a costruire ben 70.000 posti letto. La pianura centrale, invece, è densamente coltivata ed in estate si infuoca sotto il sole africano, scatenando ogni pomeriggio un vento di termica detto “Embat” che raggiunge l’isola a gran velocità da ogni quadrante. A Maiorca si disputano i campionati del mondo di wind-surf, è un’isola rinomata per le forti raffiche di vento oltre che per le notti brave in discoteca.
I magnifici otto hanno scelto di effettuare il periplo dell’isola in senso orario, con tappe giornaliere di circa 20-25 km, affrontando per prima la costa nord occidentale della Serra de Tramuntana, una lunga cordigliera di oltre 100 km che raggiunge i 1445 metri con il Puig Major. Ci siamo lasciati alle spalle in un paio di giorni i grattacieli di Palma e ci siamo inoltrati lungo la scogliera impervia e strapiombante della Serra, rimanendo ben presto da soli in mezzo al mare. Abbiamo pagaiato in silenzio senza quasi mai incontrare altre barche, abbiamo pescato alla traina quasi tutti i giorni, abbiamo osservato il volo circolare dei falchi sopra la fitta boscaglia di pini marittimi, abbiamo dormito in paesini di pescatori difficili da raggiungere via terra ed abbiamo brindato ogni sera con le hierbas, un liquore di erbe aromatiche che ha reso piacevoli i nostri sonni in riva al mare. Un giorno siamo sbarcati tra le onde ed i bagnanti stupiti sull’unico punto riparato della costa di Banyalbufar: uno scivolo di cemento e travi di legno interamente occupato dagli llauts maiorchini, le tipiche imbarcazioni in legno dalla vela quadrata. Abbiamo steso i sacchi a pelo tra le barche in secca e ci siamo goduti una notte di stelle cadenti davvero indimenticabile.Un paio di giorni dopo siamo approdati invece a Sa Calobra, dove un torrente raggiunge il mare tra pareti rocciose scavate dall’acqua di una verticalità impressionante e preoccupante. Abbiamo bivaccato sul greto di ciottoli, con un orecchio sempre teso al rumore delle pietre che rotolavano di sotto quando le capre selvatiche si avventurano per quei sentieri inaccessibili. C’erano solo due barche a vela in rada ed il profumo della macchia mediterranea si è fatto molto intenso quando il sole è tramontato sul mare. Dopo la prima settimana di viaggio abbiamo doppiato il famigerato Capo Formentor, giusto nell’ora di punta del rientro dei motoscafi… ma questa è un’altra storia, ve la raccontiamo col prossimo post!

domenica 13 novembre 2011

I magnifici 8 su Radio Popolare - parte 1

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio a Maiorca in 5 puntate per 5 post corredati da 5 foto.
Questa è la prima:


Ehilà della Barca! Spero vogliate perdonarci, ma prima di partire e durante il viaggio non siamo riusciti a scrivere neanche una riga! Eravamo troppo presi a pagaiare per completare il giro dell’isola di Maiorca.
Cerchiamo di recuperare ora, con qualche scritto postumo.
…Siamo in otto. Mauro ed io (che mi chiamo Tatiana) abbiamo già scritto per la Barca lo scorso anno durante il periplo dell’isola di Creta.Si sono aggiunti quest’anno altri intrepidi kayakisti, che compaiono in ordine sparso nella foto di gruppo: Raffaele, detto "Papele 'o marenaro" per le sue origini partenopee, mio fratello Sergio, un genio incompreso che ha insegnato a tutti l’arte sopraffina della pesca alla traina, Mariangela da Cremona, una canoista fluviale al suo primo viaggio per mare, Henry lo scozzese, uno spassoso compagno di altri viaggi in Grecia, e la più simpatica coppia del nord-est, Beatrice e Gregorio, due amici di Trieste che hanno assicurato alla combriccola liquori e risate per l’intera durate del viaggio.
Ci siamo dati appuntamento a Legnano in una calda giornata dei primi di agosto, il 5 per la precisione, e dopo avere sistemato tutti i kayak sul barre di tre auto siamo partiti alla volta di Barcellona: una trasferta massacrante durata oltre 30 ore perché hanno fatto ostruzionismo le candele di un'’auto, che abbiamo dovuto sostituire in un piccolo paesino francese. Arrivati nella capitale catalana abbiamo lasciato le auto nel parcheggio del porto ed abbiamo cominciato a pensare che oltre alla fatica, al caldo, alle code, ai caselli, al traffico poteva anche rimanere del tempo per divertirsi.
Ancor prima della data fissata per la partenza i preparativi avevano invaso la casa e la mente e per qualche settimana non eravamo riusciti a pensare ad altro. E’ un po’ così per ogni viaggio che si rispetti, ma in kayak bisogna anche pensare a come fare entrare tutto nei gavoni. E’ una piccola barchetta, senza vela e senza motore, ma c’è spazio per ogni cosa, a saperla stivare con attenzione. Oltre a pagaia, giubbotto, paraspruzzi, calzari e costume, riusciamo a farci stare un kit di primo soccorso, una cima di traino, il fornelletto da campo, la tenda, il materassino, il sacco a pelo, la cambusa, i vestiti di ricambio, il diario ed un libro da leggere;… l’unica precauzione è assicurarsi che le sacche stagne non abbiano buchi!
Insomma, il viaggio comincia sempre con largo anticipo e poi arriva finalmente il giorno della partenza, dell’appuntamento con gli amici di avventura, della trasferta in auto fino a Barcellona, del carico dei kayak sul traghetto per Maiorca, della notte in traversata a leggere le ultime notizie sulle guide turistiche e sulla carta nautica… e dell’arrivo a Palma de Mallorca!
Finalmente siamo sull’isola ed il nostro viaggio può entrare nel vivo!

martedì 13 settembre 2011

Un paio di settimane dopo...

Siamo ancora tutti presi dai ricordi del viaggio: ci scambiamo mail e telefonate, aggiorniamo il blog con le foto scattate da tutti (o quasi) i partecipanti, programmiamo nuovi incontri e soprattutto muoriamo dalla voglia di tornare a pagaiare tutti insieme!!!
Chissà se la ferita di Mariangela si è finalmente rimarginata, se Raffaele ha saputo la data del suo concerto a Milano, se Sergio riesce ad indossare abiti civili, se la pianta grassa di Beatrice e Gregorio cresce bene anche in quel di Trieste, se Henry ha fissato la data di rientro in Italia...
Per contenere la nostalgia, siamo andati a rileggere il blog di Dona, che ci ha dedicato ben due post: uno per il nostro arrivo in terra maiorchina ed uno per il nostro incontro a Coll Baix.
In più, abbiamo sfilato qualche momento prezioso al lavoro per scrivere qualche post per Radio Popolare, pubblicato con tanto di fotografie di gruppo: una piccola soddisfazione, no?
Mauro ha raccolto TUTTE le foto in 5 dvd e ha persino predisposto un adesivo in ricordo del viaggio...
Insomma, anche se le pareti di una casa diventano troppo strette quando si ritorna da un viaggio in kayak, c'è sempre un modo per evadere!!!


We all are still dreaming with the trip: we're sanding e-mails, calling each other and spending time updating the blog. We're putting on the pictures takn by all (or almost) the participants and sooner or later we will be able to complete the translations.
We're thinking about new meetings and above all a new kayak meeting!!!
Hopefully, the wound of Mariangela is finally healed, Raffaele has known the date of his concert in Milan next November, Sergio succeeds in wearing civil trousers,  Beatrice and Gregorio have to water a new fat plan, Henry maybe has decided the date to came back to Italy...

In the mine while, we're reading and reading the Dona's blog; she has wrote two posts about our arrive in Mallorca and our meeting in Coll Baix! Above all, we're writing some articles for Radio Popolare, pubblished last and this week with some pictures: a little present, isn't it?
Mauro has collected ALL the pictures in 5 dvds and he has also realized a wonderful stickers to celebrate the trip...
Well, even if the walls of a house become toooooo tightened when a sea kayak trip is finished, you always can find a way to escape!!!

lunedì 29 agosto 2011

Il giorno dopo...

Ieri sera siamo rientrati a Duino - Trieste e presi da una crisi di astinenza siamo dovuti uscire in kayak nella costiera triestina. Appena messi i kayak in acqua ci siamo resi conto che... volavano senza il carico dei gavoni e allora via...! Dopo le prime pagaiate mi è preso un senso, un non so che (ferrero rochè!) come quando si ha la sensazione di aver scordato qualcosa di importante...
All'improvviso incomincio a guardarmi in giro freneticamente, a scrutare il mare in cerca degli altri sei compagni di viaggio con cui per quasi tre settimane abbiamo pagaiato nelle acque di Maiorca.
Prima sono iniziate le allucinazioni uditive e tra un'onda e l'altra ho cominciato a sentire canzoni di hit parade o arie d'opera e di musiche del 1700. Con l'andare delle pagaiate ho intravisto sottocosta intrepidi pescatori che pescavano occhiate, angusigoli (termine veneto per aguglie) e audaci scozzesi che abbordavano velieri!
Il culmine l'ho raggiunto quando in mare ho intravisto in lontananza qualcosa che galleggiava e una vocina mi suggeriva di prenderlo ...così ho portato a casa un parabordo (potrà servire per una collana!)
Nella sosta al baretto ho rischiato di ordinare un numero spropositato di birre e quando il mare si è fatto un pò mosso ho scorto un kayaker che driblava scogli e cercava più spuma possibile!!!
Fatta sosta alla spiaggetta sotto il castello di Duino ho rischiato un tracollo in quanto la spiaggia da sempre sassosa si era trasformata in spiaggia di sabbia fine... Logico no?!
Carissimi compagni di viaggio con cui ho condiviso momenti sublimi, trepidanti, leccorniosi e di semplice convivialità: non so come abbiate trascorso la giornata di oggi, ma sappiate che nella realtà eravate tutti sulla costiera triestina a pagaiare con me e Gregorio!
un abbraccio a presto
Beatrice


Here we are with comments and summaries written by some of the trip mates: Beatrice, Mariangela and Sergio... impossible to translate.
We all agree about two important things: 1. this was an unforgettable sea kayak trip with marvelous sea kayakers; 2. when we started the trip we just knew each other, when we came back we definitely had become great friends!!! Thanks guys..... Tatiana

mercoledì 24 agosto 2011

Ca'n Pastilla - Palma de Mallorca

L'ultima pagaiata di 8 km dal ritmo lento ed un pò mesto ci fa raggiungere la Darsena Ca'n Barbara da dove avevamo preso il largo pochi giorni addietro, troppo pochi e così veloci da sembrare a tutti soltanto poche ore.
Foto di rito sotto la cattedrale e poi escursione a piedi in città, facendo un pò fatica a mettere un passo dietro l'altro. Visita alla Fondaçion Mirò e ai bagni arabi, poi incontro con Dona e più tardi con Hervè, che ci aiuta a gonfiare una ruota di un carrellino che non ha retto alle temperature africane degli ultimi giorni.
Dopo aver superato indenni i 400 km di costa maiorchina veniamo spappolati dai 400 metri di trasbordo via terra fino al traghetto.
Al check-in la ragazza del banco ci guarda interdetta quando le diciamo dei kayak: "Piragua? No la conozco".
Sudando l'ultima maglietta pulita riusciamo a conquistare un rettangolo di moquettes al ponte n. 8 e prima di crollare dal sonno ci ingozziamo di una mistura di piatti locali annaffiati di birra e gazpacho!

 
The last 4 miles paddle with a slow rhythm and a bit sad. We reach the Dock Ca'n Barbara from where we had started same days ago, so fast time to seem only few hours, not days.
Pictures under the cathedral and then a foot excursion to the city, little hard to put a footstep behind the other. We visit the Mirò Foundation and the Arabic baths, then we have a meeting with Dona and later with Hervè, that helps us to inflate a wheel of a trailer that has not held up to the African temperatures of the last days. After having paddled the 200 miles of the coast we are pulped by the 400 meters to transfer the kayaks up to the ferry. At the check-in, the girl of the company looks us  blanck: "Kayak? I don't know it!"
With the last clean shirt, we succeed in conquering a rectangle of moquettes to the bridge n.8 and before collapsing we hav a last dinner with a mixture of local dishes, beers and gazpacho!

martedì 23 agosto 2011

Cala Caragol - Cala Pi - Ca'n Pastilla

Dai Caraibi alla Norvegia in poche ore, passando dalla cala di acqua cristallina della mattina al fiordo nascosto nella costa rocciosa della sera.
Non facciamo in tempo a sbarcare che ci ritroviamo appollaiati sulla poppa di un kayak a cenare tutti insieme con una sola forchetta ed un solo bicchiere, dando fondo allo scatolame, alle scorte di alioli e di hierbas.
Nella notte la spiaggia di sabbia fine è battuta da uno strano essere dotato di luce frontale e metaldetector che rovina il sonno a molti.
L'ultima giornata di navigazione è memorabile: 28 km sotto le belle scogliere strapiombanti di Cabo Blanco, 2 occhiate e 2 orate pescate in pochi minuti e cucinate ancor più velocemente, una sosta tra gli scogli piatti di una vecchia cava di arenaria dismessa ed una lunga traversata per tagliare i 70.000 posti letto di Playa de l'Arenal.
Cena al ristorante con un discorso di Henry che mi fa venire le lacrime agli occhi e notte di bivacco su una spiaggetta piena di sassolini e conchigliette.


From Caribbean to Norway in a few hours, passing from the crystalline water of the morning beach to the fiord in the rocky coast of the evening. We land just in time to have a dinne: all togheter sitting on the stern of a kayak, with only one fork and one glass, eating alioli and dreanking hierbas.
In the night, the sandy beach was beaten from a strange person with frontal light and metaldetector that it ruins the night to many of us. The last day of navigation is memorable: 15 miles under the beautiful rocky cliffs of Cabo Blanco, 2 glances and 2 orate fished in few minutes and quickly cooked, a stop among the rock garden of an old sandstone cave and a long crossing to cut the 70.000 places for the tourists in Playa de the Arenal.
At the restaurant Henry have a discourse that tached me so much and we spent the night in a camp out near a little beach reach of pebbles and shels.

domenica 21 agosto 2011

Puerto Colom - Calò des Burgit - Cala Caragol

Lasciamo Puerto Colom quando una trentina di nonnette maiorchine fanno acqua-gym nell'acqua bassa della cala.Qualche km dopo entriamo a Puerto de Cala Longa, contornato di basse casette di pescatori dalle persiane colorate. Siccome non c'è uno scivolo, andiamo a Puerto Petro e pranziamo al ristorante, prima di fare spesa e di mangiare un gelato in riva al mare.
Per dormire abbiamo solo l'imbarazzo della scelta e sbarchiamo nella seconda delle 4 spiagge di Cala Mondragò, sotto una pineta rigogliosa e profumata. La mattina dopo Bea e Greg fanno acquisti interessanti e Mariangela pesca tra le urla un pesce nuovo e sconosciuto che ci sfama quasi tutti per cena.
Costeggiamo felici fino al bel faro del capo meridionale, lungo numerose grotte ampie e rossastre pareti rocciose, su un mare limpido e trasparente che ricorda i Caraibi.
Ceniamo sulla duna di Cala Caragol insieme a tantissimi omini di pietre che guardano l'Isola di Cabrera. Henry è rinato e abborda persino i gommoni per una birra!


We leave Puerto Colom when about thirty old ladies are doing water-gym in the low water of the bay. Some km later, we enter in Puerto de Cala Longa, edged of low cottages of fishermen with colored shutters. There is not a slide, so we go to Puerto Petro and we have a lunch at the restaurant, before shopping and eating an ice cream in front of the sea.
To sleep, we have only the embarrassment of the choice: we land in the second of the 4 beaches of Cala Mondragò, under a luxuriant and perfumed pinewood. The day after, Bea and Greg spent some money to buy interesting things and Mariangela fishes her first big and unknown fish.
We paddle along the coast up to the beautiful lighthouse of the southern head, along numerous caves, ample walls and reddish cliffs, on a clear and transparent sea that remembers the Caribbean.
We have dinner on the dune of Cala Caragol, together with a lot of stone cairns that look at the Cabrera Island. Henry is reborn and boards even the dinghys to ask a beer!

venerdì 19 agosto 2011

Cala Canyamel - Cala Petita - Puerto Colom

Ieri mattina microgruppo in visita alle Cuevas de Artà. Poi tortillas de batatas y cervezas al chiringuito della spiaggia gremita di bagnanti: molti si avvicinano incuriositi quando finalmente alle 14 decidiamo di prendere il mare, superando treni di onde frangenti su cui sfrecciano i surfisti.
Con un'unica galoppata di 3 ore tra troppi catamarani a motore raggiungiamo Cala Petita, talmente piccola da accogliere appena i nostri kayak. Cena condita da risate e costellazioni.
Oggi invece giornata campale: marejada con onde di 2 metri in lavatrice lungo la costa rocciosa delle 100 cale, dove è quasi sempre impossibile sbarcare per le zone di surf sul basso fondale sabbioso. Beatrice litiga col suo kayak "orzaiolo" mentre in 3 ci esibiamo in un traino a zattera per appena 22 km.
Qualche errore tattico nello sbarco del frullato di posidonia; poi lunga sosta nella cala deserta. Al tramonto entriamo a Puerto Colom e mai faro fu più anelato: un lampo che ci guarda cenare con paella y sangria.


Yesterday morning, part of the gruppo have visited the Artà grotto. Then "tortillas de batatas y cervezas" at the chiringuito of the near fully beach: many peaople around us when we've finally launch the kayak at 14 o'clock, overcoming trains of breaking waves where the surfers were playing. With a no-stop 3 hours paddle among too many motorboats and catamarans, we've reached Cala Petita, so little (petita) to hold just our kayaks. Dinner with laughters and constellations.
Today, an exhausting day: marejada with 2 meters waves along the rocky coast of the 100 coves, where is impossible to land because of the surf-zone on the low sandy flow. Beatrice quarrels with her kayak while we towing another kayaker for more than 10 miles. Some tactical errors in the unloading into the posidonia milkshake; then, a long stop in the desert beach.
We reach Puerto Colom at the sunset and never a lighthouse was so wanted: a night celebration with "paella y sangria".

mercoledì 17 agosto 2011

Cala Baulò - Cala Torta - Cala Canyamel

Siamo diventati così efficienti da coprire le tappe giornaliere in poche ore: ne passiamo di più al ristorante che in kayak! Ieri 4 ore di pausa con pennichella all'ombra dei pini a Cala Es Calò, oggi sosta di 5 ore per un pit-stop con pranzo di paella e sangria a Punta Ratjada. Sergio pesca qualcosa di grosso e scuro che trancia la lenza, Gregorio 3 occhiate cucinate in modo delizioso a Cala Torta. E' il nostro campo 10 e lode: ampio, pulito, con un bel chiringuito per le birre, senza umidità ed in ombra fino alle 10 di mattina. E' cominciata la costa delle cento cale ma all'ottava perdiamo il conto. Doppiamo diversi capi, visitiamo qualche grotta, avvistiamo alcune capre selvatiche e sull'ultimo promontorio tantissimi cormorani tra le pale dei fichi d'india. In navigazione seguiamo rotte personali, come tante monadi, ma in traversata e nell'ingresso dei porti il gruppo si ricompatta. Battuta del secolo: cosa do al bambino per non fargli rompere la girandola del kayak? Una sberla!?!


We are now so efficient to realized in few hours the daily route: most of the time spent to the restaurant! Yesterday, a 4 hours break with "pennichella" under the maritime pines in Cala Es Calò; today, a 5 hours pit-stop for a lunch with "paella and sangria" at Ratjada Cape. Sergio fishes something big and dark that shears the fishing-line, Gregorio fishes 3 glances, cooked in a delicious way in Cala Torta. This is our 10+ camp: ample, clean, with a beautiful "chiringuito" for the beers, with no humidity and shade up to 10 o'clock in the morning.
We finally beginning the coast of the one hundred coves: when we reach the number 8 we suddenly lose count. We paddle aroung some heads, we visit some cave, we sight some wild goats and a lot of black and grey sea crows on the last promontory among prickly pears. While we were paddling, we had personal routs, like 8 monads, but while we were crossing, we immediately had a teamwork. Gag of the century: "What can I give to the child to make him not break the windmill on the kayak? A slap!?!

lunedì 15 agosto 2011

Cala Murta - Cala Vittoria - Cala Baulò

Ieri 20 km in tutta calma da Cala Murta a Cala Vittoria e per premiarci delle fatiche pranziamo e ceniamo al ristorante! Manchiamo l'incontro con Miguel per poche ore, mentre oggi ci troviamo in mare con Dona ed i suoi amici davanti all'affollata ed assolata Cala Coll Baix. Pranziamo sotto la pineta vicino al faro di Port d'Alcùdia, guardando perplessi il mare che monta per la termica che ogni pomeriggio investe l'isola. Tagliamo il golfo puntando verso il centro della baia, con vento di 12 nodi da NE al giardinetto: rimaniamo in gruppo compatto per le due ore di traversata, specie quando si avvicina minaccioso un motoscafo lanciato a velocità folle da un pazzo incosciente che si accorge di noi solo quando alziamo tutti le pagaie al cielo, quasi in segno di resa perchè ormai disperavamo di essere visti! Festeggiamo lo sbarco sulla spiaggia sabbiosa di Baulò con una cena luculliana: polenta e formaggi e funghi e salame e olive, proprio quando una immensa luna rossa sorge dal mare...


Yesterday, 10 miles from Cala Murta to Cala Victoria: lunch and dinner at the restaurant!
We've missed the meeting with Miguel for few times, while today we have a sea meeting with Dona and her sea kayak friends at Cala Coll Baix. We have lunch under the lighthouse of Port d'Alcùdia, looking perplexed to the sea that "climbs on" for the thermal wind that every afternoon runs over the island, the so called Embat. We cut the gulf paddling toward the center of the bay, with a 12 knots wind from NE, remaining in a compact group for the two hours crossing, especially when we've "meet" a motorboat, launched to irresponsible speed by crazy people, that has ignored us even if we've lift all the paddles to the sky to be finally seen! We've celebrated the safe unloading on the sandy beach of Baulò with a great community dinner: polenta and chees and mushrooms and olives and sausages... with an immense red moon rising from the sea...

domenica 14 agosto 2011

Torrent de Pareis - Cala Castell - Cala Murta

Ultimi 2 giorni di pagaiata lungo la Serra de Tramuntana: pareti rocciose strapiombanti che nascondono facce, teschi e fantasmi, oltre a belvedere mozzafiato sulla strada panoramica. Ieri abbiamo navigato su un mare "forza olio" con due sbarchi fortunosi sugli scogli piatti, poi campo a Cala Castell e cena comunitaria sulla scalinata di pietra dell'unica casa sulla spiaggia. Oggi abbiamo avuto vento contrario, con raffiche anche di 25 nodi sui promontori, ed una lavatrice programmata a centrifuga su Cap Formentor, proprio nell'ora di punta del rientro dei motoscafi. Notte di luna piena a Cala Murta tra centinaia di palme nane e cena a base di pesce fresco sul tavolone di legno dell'area pic-nic, dove è vietato il campeggio ma dietro ogni cespuglio di ginepro spunta una tenda! Henry ha dato l'assalto alle vele in rada, chiedendo ed ottenendo sempre birra per tutti: così allo sbarco abbiamo festeggiato insieme per aver finalmente toccato di nuovo la terra ferma...


Last 2 days paddle along the Serra de Tramuntana: rocky cliffs full of faces, skulls and ghosts, a panoramic road with some incredible viewpoints. Yesterday we've paddled on a sea rough like the olive oil up to Cala Castell for the dinner, on the stone staircase of the house built on the beach. Today we've had a contrary 25 knots wind and the "washing machine" at Cap Formentor was programmed on "centrifuge"; above all, we passed the head excactly in the time with the reentry of the motorboats.
Night with a full moon in Cala Murta among hundreds of palm-trees: fresh fish for the dinner on the large wooden table of the pic-nic area, where camping is forbidden but behind every tree a tent springs! Henry has given the assault to the sails, asking and always getting beer for everybody: this way we've all together celebrated the most important landing of the trip...

giovedì 11 agosto 2011

Banyalbufar - Soller - Torrent de Pareis

Altri 2 giorni di navigazione lungo la Sierra de Tramuntana, con vento contrario di 10-15 nodi che rende lenta l'avanzata. Ma stiamo rispettando le tappe giornaliere e ci stiamo godendo la costa entrando in ogni cala.
Ieri abbiamo pranzato nel porticciolo di Port de Valdemossa, fatto un bagno sotto il buco di 18 m. di diametro della Foradada e cenato a Port de Soller con Dona e suo marito Hervè, una simpatica coppia italo-belga trapiantata a Mallorca e conosciuta tramite il blog.
Oggi abbiamo pescato in abbondanza, riso a crepapelle e pagaiato fino a Cala Tuent per il pranzo. Bivacchiamo poco oltre, alla foce del Torrent de Pareis, un canyon incassato tra le montagne dove ceniamo al chiaro di luna.
Il mare che ieri ci ha fatto penare per una lavatrice costante con stalagmiti d'acqua di 40 cm, oggi ci ha lasciato pagaiare più tranquilli, tanto che la sosta è durata oltre 3 ore, volate in pennichelle, spiegazioni geologiche delle forre, formule chimiche dell'etanolo e riparazioni di derive.


Two days more paddling along the Sierra de Tramuntana, with an against wind of 10-15 knots that makes the advance a bit slow. But we are respecting the daily stop and we are enjoying the coast, entering in each cove.
Yesterday we had a lunch in the dock of Port de Valdemossa, than a swimm under the hole of 18 ms. of diameter near the Foradada and finally a dinner in Port de Soller with Dona and her husband Hervè, a nice couple Italo-Belgian living in Mallorca that we've met through this blog.
Today we've fished a lot, laughed to much and paddle up to Cala Tuent for the lunch.
We camp few over, to the mouth of the Torrent de Pareis, a canyon boxed among the mountains where we eat with the clear of the moon.
The sea that yesterday was a constant "washing-machine", with stalagmites of water of 40 cms, has left us paddle better today: so we have had a long stopo of more than 3 hours, spent in "pennichelle", geologic explanations, chemical formulas of the ethanol and reparations of skegs...

martedì 9 agosto 2011

Palma de Mallorca - Portalls - Sant'Elm - Banyalbufar

Giornate così intense da non averci lasciato il tempo di scrivere, compagnia eccellente entrata in sintonia durante la lunga trasferta in auto, mare impegnativo gonfiato dal vento di sud-est a 10-15 nodi, pesca miracolosa con 4 lenze calate che ritirano occhiate, sgombri ed aguglie, finiti tutti nel cous-cous.
Cieli stellati e molto romantici, con Papele che suona serenate barocche!
Mega alberghi il primo giorno, poi solo cale e calette, scogli e isolette, picchi rocciosi e pareti vertiginose ricoperte di pini e palme nane!
Abbiamo redistribuito il carico in maniera comunitaria ed ora siamo quasi a posto.
Ieri bivacco in paese a Sant' Elm, oggi sullo scivolo dei pescatori di Banyalbufar, dopo uno sbarco scenografico che ha fatto esclamare ai bagnanti: "Siete una scuola di kayak, vero?"
Intorno ai fornelli ce la raccontiamo fino a tardi e la mattina siamo ancora un pò lenti, ma con ampio margine di miglioramento! L'unico problema è la scorta di liquori, dimezzata in soli 3 giorni...


These so intense days do not leave us free time to write: excellent company and perfect harmony, starting with the long travel by car from Legnano to Barcellona; rough sea inflated by the a southeast wind to 10-15 knots; miraculous fishing with 4 fishing-lines and a lot of fishes to enrich the cous-cous. Starry and very romantic skies, with Baroque serenades play by Papele and his flute!
First day with lodges, coves and little beaches, rock-cliffs and islets, dizzy walls covered by pines and dwarf palms! We've divided the load between the kayaks and we are almost ready.
Yesterday we slept in Sant' Elm, today on the fishermen slide of Banyalbufar, after a scenographic unloading with some swimmers exclaim: "That's a sea kayak school?"
Telling stories at night and starting slow in the morning, we can do it better!
We have just a serious problem: the bottles of liqueurs, halved in only 3 days...